Ritiro Dedicato nel Fotovoltaico: Guida Completa 2026
Ultimo aggiornamento 16/03/2026

Il RID o ritiro dedicato fotovoltaico è una tipologia di vendita di energia elettrica che il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) mette a disposizione di chi possiede un impianto di produzione di energia elettrica come un impianto fotovoltaico.
I proprietari degli impianti fotovoltaici possono infatti decidere di commercializzare l’energia elettrica prodotta cedendola e dunque vendendola al GSE a fronte del pagamento per ogni kWh di energia che viene immessa nella rete.
Nel 2026 il ritiro dedicato è diventato il meccanismo di riferimento obbligatorio per tutti i nuovi impianti fotovoltaici: dal 29 maggio 2025 lo scambio sul posto non è più attivabile per i nuovi impianti, lasciando il RID come unica alternativa semplificata offerta dal GSE per la valorizzazione dell’energia in eccesso.
- Indice articolo
- Che Cos’è il Ritiro Dedicato?
- La Convenzione RID GSE
- Come Funziona il Ritiro Dedicato?
- Prezzi Minimi Garantiti e Prezzi Zonali 2026
- Accesso al Ritiro Dedicato e Requisiti
- Rimborso e Pagamenti del GSE
- Aspetti Fiscali del Ritiro Dedicato
- Ritiro Dedicato vs Scambio sul Posto
- Il Ruolo del Ritiro Dedicato nel Fotovoltaico
- FAQ
Che Cos’è il Ritiro Dedicato?
Il ritiro dedicato o ritiro dedicato fotovoltaico consiste in una forma di vendita dell’energia elettrica.
A partire dal 1° gennaio 2008 è stata garantita alle aziende, alle PA ma anche ai privati, la possibilità di cedere al GSE energia elettrica in cambio della corresponsione di un prezzo per kWh.
Il GSE funge da intermediario tra produttore e mercato dell’energia semplificando la procedura di vendita e al contempo garantendo redditività tramite il Prezzo Minimo Garantito.
Nel 2026 il RID è diventato il meccanismo principale per la valorizzazione dell’energia in eccesso, dopo la chiusura dello Scambio sul Posto ai nuovi impianti avvenuta il 29 maggio 2025. Chi aveva un contratto SSP attivo può continuare a usufruirne fino alla naturale scadenza (massimo 15 anni dalla prima sottoscrizione), dopodiché transita automaticamente al Ritiro Dedicato.
Articolo correlato: Scambio sul posto 2026: cosa cambia
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La Convenzione RID GSE
Le PA, le aziende o i privati intenzionati ad usufruire del ritiro dedicato devono sottoscrivere la convenzione RID.
Il contratto ha durata annuale solare ed è tacitamente rinnovabile. I produttori hanno la facoltà di recedere in qualsiasi momento inviando disdetta tramite il portale GSE con almeno 60 giorni di preavviso.
Una volta sottoscritta la convenzione, l’energia fotovoltaica non autoconsumata viene immessa in rete e il GSE corrisponde al produttore una tariffa per ogni kWh immesso.
Prima di sottoscrivere la convenzione il produttore può decidere a quale regime di prezzi aderire:
- Prezzo Minimo Garantito (PMG): un minimo base fissato annualmente da ARERA, indipendente dalle fluttuazioni di mercato. Garantisce stabilità e prevedibilità dei ricavi
- Prezzo Zonale Orario (PZO): il corrispettivo varia in base alla zona geografica e all’orario in cui l’energia viene immessa in rete, seguendo l’andamento del mercato elettrico (Mercato del Giorno Prima – MGP)
Esistono due modalità di accesso alla convenzione RID:
- Modello Unico (procedura semplificata): per impianti fotovoltaici fino a 200 kW già connessi a punti di prelievo in bassa o media tensione, installati su tetti o strutture fuori terra. Il gestore di rete trasmette i dati al GSE che attiva automaticamente il contratto. Il Modello Unico aggiornato è stato pubblicato dal GSE l’11 giugno 2025
- Modalità standard: richiesta diretta sul portale RID del GSE entro 60 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto
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Come Funziona il Ritiro Dedicato?
Prima di sottoscrivere una convenzione è fondamentale comprendere come funziona il ritiro dedicato.
Dopo l’installazione dell’impianto fotovoltaico il proprietario sottoscrive una convenzione di durata annuale sulla base della quale il GSE corrisponde un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete.
Il meccanismo in sintesi:
- L’impianto produce energia: quella autoconsumata riduce la bolletta, quella in eccesso viene immessa in rete
- Il GSE ritira l’energia immessa e la colloca sul mercato elettrico (MGP)
- Il GSE paga mensilmente il produttore in base al regime scelto (PMG o PZO)
- A fine anno, se il PZO è stato superiore al PMG, il GSE riconosce un conguaglio a favore del produttore
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Prezzi Minimi Garantiti e Prezzi Zonali 2026
Il Prezzo Minimo Garantito (PMG) è un regime di prezzo previsto per il ritiro dedicato fotovoltaico, aggiornato ogni anno da ARERA.
Nel 2026 i valori aggiornati sono:
| Regime | Prezzo 2026 | Applicabilità | Caratteristica |
|---|---|---|---|
| PMG (Prezzo Minimo Garantito) | 47,5 €/MWh (0,0475 €/kWh) | Impianti FV fino a 1 MW non incentivati; FV incentivati fino a 100 kW | Fisso, stabile, non soggetto a fluttuazioni di mercato |
| PZO Nord Italia (media 2026) | ~0,119 €/kWh | Tutti gli impianti; obbligatorio per impianti >1 MW | Variabile per zona e fascia oraria |
| PZO Sud Italia (media 2026) | ~0,125 €/kWh | Tutti gli impianti | Variabile per zona e fascia oraria |
Meccanismo di conguaglio: per gli impianti cui si applicano i PMG è previsto un conguaglio annuale. Se il PZO medio annuo risulta superiore al PMG, il GSE riconosce la differenza a favore del produttore, garantendo sempre la remunerazione più vantaggiosa tra le due opzioni.
💡 Importante: Ricorda che il kWh autoprodotto e autoconsumato vale molto di più (0,30-0,40 €/kWh in bolletta) rispetto al corrispettivo riconosciuto per l’energia immessa in rete tramite RID. La strategia più conveniente nel 2026 è quindi massimizzare l’autoconsumo, abbinando l’impianto a un sistema di accumulo, e vendere solo l’energia davvero eccedente.
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Accesso al Ritiro Dedicato e Requisiti
Possono accedere al ritiro dedicato:
- Impianti da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idro, ecc.) di qualsiasi potenza
- Impianti da fonti non rinnovabili con potenza apparente nominale inferiore a 10 MW
- Privati, aziende, PA, condomini tramite amministratore
Non possono accedere al RID:
- Impianti che già ricevono Tariffe Omnicomprensive (conto energia, tariffa incentivante) che includono già la componente di vendita
- Impianti con contratti diretti di vendita con trader o società energetiche
Tra i requisiti di accesso vi è la stipula del contratto con il GSE, che ha un rinnovo tacito annuale ma dal quale è possibile recedere in qualsiasi momento con 60 giorni di preavviso.
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Rimborso e Pagamenti del GSE nel Ritiro Dedicato
Per il rimborso GSE è prevista apposita regolazione economica del servizio.
Il GSE paga il ritiro dedicato erogando un corrispettivo su base mensile: il corrispettivo relativo all’energia immessa nel mese “n” viene pubblicato entro il giorno 25 del mese “n+2” (con uno scarto di circa due mesi), unitamente alla proposta di fattura da compilarsi a cura del produttore.
Il prezzo riconosciuto ai produttori dipende dalla tipologia di impianto e dalla presenza di eventuali incentivi aggiuntivi:
- Per gli impianti cui si applicano i PMG è previsto un conguaglio annuale che garantisce sempre il prezzo più vantaggioso tra PMG e PZO
- Per gli impianti cui si applica il PZO, il corrispettivo varia ogni ora in base alla zona e al mercato
Approfondimento: Tutti gli incentivi fotovoltaico 2026
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Aspetti Fiscali del Ritiro Dedicato
Un aspetto spesso sottovalutato è la fiscalità dei ricavi da Ritiro Dedicato: i proventi derivanti dalla vendita di energia tramite RID costituiscono reddito imponibile e devono essere dichiarati.
Per i privati (non titolari di partita IVA), i ricavi vanno indicati nel modello 730 o Redditi PF come “altri redditi” (codice 1, rigo D5 o RL14).
Novità 2026: a partire dall’anno fiscale 2026, gli importi riconosciuti dal GSE tramite Ritiro Dedicato vengono comunicati automaticamente all’Agenzia delle Entrate e compaiono direttamente nella dichiarazione dei redditi precompilata, semplificando notevolmente gli adempimenti per i privati.
È obbligatorio conservare la documentazione GSE (comunicazioni, importi mensili, Certificazione Unica o fatture) ai fini della corretta dichiarazione.
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Ritiro Dedicato vs Scambio sul Posto nel 2026
Con la fine dello Scambio sul Posto per i nuovi impianti è utile capire le differenze tra i due meccanismi:
| Caratteristica | Ritiro Dedicato (RID) | Scambio sul Posto (SSP) |
|---|---|---|
| Tipo di meccanismo | Vendita diretta al GSE | Compensazione energetica |
| Disponibile nel 2026 | ✓ Sì, per tutti i nuovi impianti | ✗ Solo impianti pre-maggio 2025 |
| Come viene pagata l’energia | Compenso economico mensile per kWh immesso | Riduzione bolletta elettrica |
| Dichiarazione fiscale | Sì, reddito imponibile | Non genera reddito imponibile |
| Conveniente per | Impianti con elevata produzione eccedente | Impianti residenziali con produzione/consumo bilanciati |
Approfondimento: Scambio sul posto 2026: come funziona e alternative
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Il Ruolo del Ritiro Dedicato nel Fotovoltaico
Nel fotovoltaico il RID assume un ruolo sempre più rilevante nel 2026.
I benefici del ritiro dedicato sono diversi: in primo luogo si tratta di un meccanismo semplificato che consente a tutti i proprietari di impianti fotovoltaici di vendere l’energia elettrica autoprodotta in eccesso senza doversi occupare direttamente della contrattazione con il mercato elettrico.
In altri termini il proprietario di un impianto fotovoltaico ha la possibilità di demandare al GSE l’acquisto dell’elettricità che l’impianto produce in eccesso e successivamente immette in rete. Si tratta dunque di una modalità di vendita semplificata il cui vantaggio è vendere energia anche se si è un privato, senza necessariamente avviare un’attività commerciale.
La strategia ottimale nel 2026 non è però solo attivare il Ritiro Dedicato, ma abbinarlo a una batteria di accumulo ben dimensionata: l’energia acquistata dalla rete ha un costo medio di 0,30-0,40 €/kWh (bolletta), mentre quella ceduta tramite RID viene remunerata 0,05-0,13 €/kWh. Ogni kWh che riesci ad autoconsumere invece di vendere vale 2-8 volte di più.
In alternativa al solo Ritiro Dedicato, è possibile valutare anche l’adesione a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER), che consente di condividere l’energia prodotta con altri utenti vicini, beneficiando di ulteriori incentivi sulla quota di energia condivisa.
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FAQ – Domande Frequenti sul Ritiro Dedicato
Che cos’è il ritiro dedicato?
Il RID è la modalità standard dal 2026 per vendere l’energia in eccesso prodotta da un impianto fotovoltaico. Il proprietario cede al GSE l’energia non autoconsumata e riceve un corrispettivo economico mensile per ogni kWh immesso in rete. Il GSE funge da intermediario tra produttore e mercato elettrico.
Che differenza c’è tra Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto?
Il Ritiro Dedicato è una vera e propria vendita di energia al GSE, con corrispettivo economico mensile e obbligo di dichiarazione fiscale. Lo Scambio sul Posto era invece un meccanismo di compensazione che riduceva la bolletta senza generare reddito. Dal 29 maggio 2025 lo SSP non è più attivabile per i nuovi impianti: il RID è l’unica alternativa disponibile.
Come paga il GSE il ritiro dedicato?
Il GSE paga mensilmente, pubblicando il corrispettivo entro il giorno 25 del mese “n+2” rispetto al mese di produzione. Il pagamento avviene tramite bonifico, previa compilazione della proposta di fattura da parte del produttore.
Quanto paga il GSE per il ritiro dedicato nel 2026?
Nel 2026 il Prezzo Minimo Garantito (PMG) fissato da ARERA è di 47,5 €/MWh (0,0475 €/kWh). Il Prezzo Zonale Orario (PZO) si attesta mediamente tra 0,10 e 0,13 €/kWh in base alla zona geografica e alla fascia oraria. Se a fine anno il PZO è stato superiore al PMG, il GSE riconosce un conguaglio a favore del produttore.
I ricavi del ritiro dedicato vanno dichiarati al fisco?
Sì. I proventi da Ritiro Dedicato costituiscono reddito imponibile e devono essere dichiarati. Per i privati vanno indicati nel modello 730 come “altri redditi”. Dal 2026 gli importi GSE vengono comunicati automaticamente all’Agenzia delle Entrate e compaiono nella dichiarazione precompilata.
Chi può accedere al ritiro dedicato?
Possono accedere tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idro) di qualsiasi potenza, e gli impianti da fonti non rinnovabili con potenza inferiore a 10 MW. Sono esclusi gli impianti già in regime di tariffa omnicomprensiva o con contratti diretti con trader energetici.
Conviene di più vendere l’energia o accumularla?
Nel 2026 conviene quasi sempre privilegiare l’autoconsumo. Ogni kWh autoconsumato evita di acquistare energia a 0,30-0,40 €/kWh, mentre ogni kWh venduto tramite RID viene remunerato solo 0,05-0,13 €/kWh. La strategia ottimale è installare un sistema di accumulo per massimizzare l’autoconsumo e vendere solo l’energia davvero eccedente tramite Ritiro Dedicato.
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Redazione
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