Meglio il fotovoltaico o il nucleare?
Ultimo aggiornamento 16/03/2026

Il cambiamento climatico, e le sue conseguenze nefaste, sono ormai sotto gli occhi di tutti.
E molto più vicine a noi di quanto fino a qualche anno fa si potesse credere.
Il discorso su come l’uomo e le sue attività impattino sull’ambiente è attuale, ma le soluzioni possibili sembrano ancora lontane dal realizzarsi completamente e globalmente.
Ancora si discute, ad esempio, su quale sia la forma di energia migliore, perché appunto meno impattante.
Tra le candidate, l’energia nucleare.
Vale a dire quella che si produce in seguito alle reazioni nucleari e al decadimento radioattivo, che generano energia elettromagnetica e cinetica.
Ci si interroga dunque se si tratti di una fonte sostenibile, se e come si rigenera, quali sono i vantaggi e quali i rischi di un suo impiego in ambito energetico: e allora vediamolo insieme…
- Indice articolo
- Cos’è l’energia nucleare?
- Vantaggi e svantaggi dell’energia nucleare
- Nucleare e fotovoltaico a confronto
- Sostenibilità senza nucleare: possibilità o utopia?
- La via del fotovoltaico…
Cos’è l’energia nucleare?
L’energia nucleare si produce in seguito alle reazioni nucleari e al decadimento radioattivo, che generano energia elettromagnetica e cinetica.
Riveste una notevole importanza nel settore energetico.
L’energia nucleare, nelle centrali nucleari viene liberata in modo controllato attraverso la fissione degli isotopi di uranio e plutonio, per essere poi convertita in energia termica sfruttabile per la produzione di energia elettrica.
Attualmente si sta verificando anche la possibilità di sfruttare reazioni di fusione nucleare sperimentale, un processo che promette di essere molto più efficiente da un punto di vista produttivo e molto meno impattante a livello ambientale, sia dei reattori nucleari a fissione che delle stesse centrali termo e idro elettriche tradizionali.
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Vantaggi e svantaggi dell’energia nucleare
Continuiamo il discorso sull’energia nucleare innanzitutto con un doveroso chiarimento.
Spesso quest’energia viene presentata o come il male assoluto o piuttosto come la panacea per risollevare l’economia nazionale: entrambe le visioni sono parziali e abbastanza tendenziose.
Il nucleare rappresenta un’opzione energetica come le altre con i suoi “pro” e i suoi “contro“, che di seguito specifichiamo:
| Vantaggi | |
| Questione CO2 | Le centrali non producono anidride carbonica e ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell’ozono e dell’effetto serra |
| Ridotta occupazione di terreno | Rispetto ad altre fonti energetiche, il nucleare occupa porzioni di suolo relativamente contenute -un impianto per la produzione di energia nucleare occupa un’area almeno 300 volte inferiore a un impianto eolico e almeno 70 volte inferiore a uno solare (dati aggiornati 2025)- |
| Molta energia prodotta | Gli impianti sono in grado di produrre grandi quantità di energia: 1 kg di uranio infatti fornisce la stessa energia di 60 tonnellate di gas naturale, 80 di petrolio o 120 di carbone. E questi numeri potrebbero ancora salire con l’introduzione dei reattori di quarta generazione e dei moduli SMR (Small Modular Reactor) |
| Fonte energetica continua | A differenza di molti fonti energetiche rinnovabili, il nucleare è una fonte energetica continuativa, e non intermittente come il solare o l’eolico |
| Bilancia dei pagamenti | La produzione interna di energia nucleare riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, conferendo maggiore stabilità economica nazionale |
| Risvolto politico | Le principali riserve di uranio si trovano in paesi politicamente stabili (Canada, Australia), riducendo i rischi geopolitici rispetto a petrolio e gas. |
| svantaggi | |
| La rinnovabilità | Il nucleare, di fatto, non può essere considerata una fonte energetica rinnovabile dal momento che il suo funzionamento dipende da un combustibile come l’uranio che, sul nostro pianeta, esiste in quantità limitate (anche se, come detto, si sta lavorando a reattori avanzati che possono utilizzare l’uranio 238 e il torio, aumentando le risorse disponibili). |
| Costi iniziali molto alti | Il nucleare permette di produrre energia ad un costo relativamente contenuto sul lungo periodo, tuttavia il capitale iniziale per la realizzazione di un nuovo impianto è estremamente elevato. |
| Gli incidenti | Eventi catastrofici sono rari, ma possibili. La sicurezza dei reattori di ultima generazione è notevolmente aumentata rispetto a Chernobyl e Fukushima, grazie a sistemi passivi e controlli digitali avanzati. |
| Le scorie | Le scorie nucleari non possono essere distrutte; attualmente vengono stoccate in depositi geologici sicuri, con nuove tecnologie che promettono una riduzione dei tempi di radioattività attiva. |
| La localizzazione | Anche il processo di localizzazione di una centrale nucleare o del deposito di scorie è molto difficoltoso: nessuna comunità locale accetta di sacrificare il proprio territorio. |
| Gli atti di terrorismo | Il rischio che le centrali siano prese come obiettivi per atti di terrorismo o come bombe sporche è realistico, ed è lecito e razionale preoccuparsi, anche se i nuovi progetti integrano sistemi di sicurezza e monitoraggio avanzati. |
| Il trasporto | Si tratta di uno degli aspetti più critici della questione “sicurezza”: durante il trasporto, oltre all’opposizione delle popolazioni per il passaggio di treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie abitazioni, sussiste il rischio di incidenti e di attentati terroristici, motivi per i quali i depositi di scorie dovrebbero essere il più possibile prossimi alle centrali. |
| Tempi di costruzione | I nuovi reattori modulari consentono di ridurre i tempi medi di realizzazione a circa 4-5 anni. |
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Nucleare e fotovoltaico a confronto
L’ultimo punto apre ad una considerazione: il nucleare può rappresentare una soluzione potenzialmente valida nel medio-lungo periodo, ma di certo non adatta a risolvere una crisi energetica imminente o già in corso.
Al 2025 questa è la situazione in merito all’impiego dell’energia nucleare:
- circa il 9% della produzione di energia elettrica globale deriva da essa
- è una delle fonti energetiche a più basse emissioni di carbonio, seconda solo a idroelettrico ed eolico
- è diffusa in oltre 30 stati, con una capacità installata globale di circa 398 GW
- circa 70 reattori sono attualmente in costruzione nel mondo e molti altri sono pianificati, con particolare concentrazione in Asia
- ad oggi la maggior quantità di reattori nucleari è detenuta dagli Stati Uniti, con una produzione annua di oltre 800 TWh di elettricità a basse emissioni e un fattore di capacità medio superiore all’85%.
Da tempo è in corso il dibattito sull’energia nucleare.
I sostenitori, come la World Nuclear Association, affermano che si tratta di una fonte sicura e sostenibile che riduce le emissioni di anidride carbonica.
Di contro, gli oppositori, come Greenpeace e NIRS, affermano che essa rappresenta una potenziale ma realistica minaccia alla popolazione e all’ambiente, e che la costruzione degli impianti richiede troppi soldi e troppo tempo rispetto alle fonti di energia sostenibili.
Proprio per questo è interessante mettere a confronto diverse forme di energia, tra le quali il fotovoltaico (dati aggiornati 2025):
| Energia | Potenza installata (GW) | Energia prodotta (TWh) | Fattore di Capacità (%) | CO2 emessa per kWh |
|---|---|---|---|---|
| Fotovoltaico | 1400 | 1700 | 15-22 | 40 |
| Eolico | 1000 | 2300 | 25-40 | 10 |
| Idroelettrico | 1400 | 4300 | 40-50 | 20 |
| Biomassa | 150 | 600 | 60-70 | 230 |
| Nucleare | 398 | 2667 | 80-85 | 10 |
| Carbone | 2100 | 10000 | 50-60 | 820 |
| Gas | 1800 | 6500 | 40-50 | 490 |
Il fattore di capacità indica quindi quale è l’affidabilità di una sorgente, ovvero la percentuale di tempo in cui effettivamente lavora: emerge che l’energia prodotta dalle rinnovabili dipende dalle condizioni meteo, mentre una centrale nucleare o a combustibili fossili possono funzionare anche per lunghi periodi alla massima potenza.
Come comunicato da Eurostat, l’ufficio statistico della Commissione europea, nel 2024 il 43% del fabbisogno elettrico dell’UE è stato coperto da fonti rinnovabili.
Nel dettaglio:
| Tipo di fonte | Percentuale |
|---|---|
| eolico | 38% |
| idroelettrico | 33% |
| fotovoltaico | 15% |
| biocombustibili solidi | 7% |
| altre fonti green | 7% |
Ma quali sono i Paesi europei più virtuosi?
- 1. Austria, 80%
- 2. Svezia, col 77%
- 3. Danimarca, 66%
- 4. Portogallo, 60%
- 5. Croazia, 55%
- 6. Lettonia, 54%.
Guardiamo a questo punto al nostro Paese.
I dati aggiornati al 2025 (pubblicati nel 2026) parlano di:
- Consumo elettrico nazionale: 311 TWh
- Produzione elettrica nazionale: 268 TWh
- Importazioni: circa 15% del fabbisogno
- Elettricità consumata in Italia proveniente da fonti rinnovabili: 41% (nel 2024 era stata 42%, quindi nel 2025 si registra un leggero calo dovuto soprattutto alla minore produzione idroelettrica dopo un anno molto piovoso).
Il dato più interessante riguarda il solare:
- produzione fotovoltaica: 44,3 TWh
- crescita rispetto al 2024: +25%
- nuova capacità installata nel 2025: +6,4 GW
- capacità totale fotovoltaica: 43,5 GW
È il record storico per l’Italia.
Per quanto riguarda le altre fonti rinnovabili nel 2025 rispetto alla quota sul consumo elettrico nazionale:
- Fotovoltaico: 14,5%
- Idroelettrico: 13,5%
- Eolico: 7%
- Geotermico: circa 2%
- Altre rinnovabili: quota minore
Ancora nel 2025 in Italia:
- la capacità rinnovabile totale è di 83,5 GW
- il fotovoltaico ammonta a 43,5 GW
- l’eolico a 13,6 GW
- l’accumulo elettrico: 7,4 GW / 17,9 GWh.
Articolo di approfondimento: Fotovoltaico o eolico
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Sostenibilità senza nucleare: possibilità o utopia?
Vogliamo essere assolutamente franchi: ad oggi, uno scenario MONDIALE con energia prodotta al 100% da rinnovabili non è ancora realizzabile.
Questo però non significa che non ci siano Paesi che possano internamente raggiungerla, come quelli che godono di una notevole capacità idroelettrica (ad esempio Norvegia e Costa Rica).
Questo a causa dello stoccaggio.
Per essere teoricamente autonomi occorrerebbe avere, in caso di eolico offshore e di solare, sistemi di stoccaggio in grado di gestire i surplus di potenza ed energia per utilizzarli nel tempo di “non produzione” (ad esempio quando il vento non soffia e il sole non splende).
Il che richiede o notevole capacità idroelettrica o una quota significativa della produzione mondiale di litio, per diversi anni.
Nel frattempo però si continuerebbe a bruciare carbone, gas e petrolio…
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La via del fotovoltaico…
Ripercorrendo quanto detto, soffermiamoci sull’ultimo schema che riguarda la distribuzione dell’energia rinnovabile in Italia.
Dopo la prima voce, rappresentata dall’idroelettrico, che ammonta al 39% del totale, la seconda è costituita dal fotovoltaico (24%).
A differenza dell’idroelettrico, il fotovoltaico è “a portata del singolo”: ciascuno può installare pannelli solari autonomamente e contribuire alla produzione di energia pulita.
I vantaggi sono evidenti: minore impatto ambientale, riduzione dei costi energetici e possibilità di autonomia individuale.
Investire nel fotovoltaico oggi significa sfruttare tecnologie più efficienti e sistemi di accumulo domestico, riducendo la dipendenza dalla rete e dalle fonti fossili.
E, visto che i suoi vantaggi sono evidenti, vi invitiamo a contattarci per un preventivo gratuito…
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Redazione
Questo blog è gestito da Michele Sorrentino, un appassionato del settore energetico rinnovabile che ha dedicato più di un decennio della sua vita professionale a divulgare l’importanza e il potenziale delle energie rinnovabili.

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