Meglio il fotovoltaico o il geotermico?
Ultimo aggiornamento 16/03/2026

L’energia geotermica è una fonte rinnovabile e pulita, che può dare un importante contributo alla transizione energetica del nostro Paese, in linea con gli obiettivi europei al 2030 e 2050.
Vediamone per questo il funzionamento, le applicazioni in ambito domestico, i costi, i vantaggi e le possibili detrazioni fiscali aggiornate al 2026…
- Indice articolo
- Cos’è l’energia geotermica
- Gli impianti geotermici domestici: vantaggi e svantaggi
- Incentivi 2026 impianti geotermici
- Impianto geotermico con pannelli solari
- Impianto fotovoltaico o impianto geotermico?
- I numeri del fotovoltaico
Cos’è l’energia geotermica
Nel nucleo della Terra avvengono incessanti processi di decadimento naturale di sostanze radioattive, che producono calore.
Questo calore dal sottosuolo può essere trasferito in superficie attraverso vettori fluidi.
Ecco spiegato cos’è l’energia geotermica.
Energia che può essere utilizzata sia come fonte di produzione di elettricità che direttamente come fonte di calore, con applicazioni sempre più integrate con pompe di calore ad alta efficienza e sistemi di gestione intelligente.
A seconda delle temperature, di solito la geotermia si divide in:
- alta entalpia, con valori superiori ai 150 °C, ideale per la produzione di energia geotermoelettrica
- media entalpia, tra 80 e 150 °C, utile per la produzione di energia elettrica e per il teleriscaldamento
- bassa entalpia, tra 20 e 80 °C, sfruttabile per riscaldare, prelevando calore in inverno, e raffrescare, cedendolo in estate; una forma energetica che non richiede sonde a grande profondità ed è oggi particolarmente diffusa nel settore residenziale grazie alle pompe di calore di nuova generazione con refrigeranti a basso GWP.
Eppure, a dispetto di tutte queste potenzialità, e di altre che analizzeremo in seguito nel dettaglio, ancora nel nostro Paese stenta ad attecchire (le pompe di calore geotermiche ancora rappresentano infatti meno dell’1% del totale della potenza installata), a dispetto di altre zone, come il Nord Europa e gli Stati Uniti, dove sono ampiamente diffuse.
Nonostante che, teoricamente, questo tipo di energia potrebbe da sola soddisfare l’intero fabbisogno del pianeta per i prossimi 4000 anni!
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Gli impianti geotermici domestici: vantaggi e svantaggi
Prima di vederne vantaggi e svantaggi, capiamo come funziona un impianto geotermico.
Esso si compone di:
- Un sistema di captazione del calore: composto da tubazioni in polietilene che sottraggono calore al terreno o all’acqua; le tubazioni si distinguono in:
1)sonde geotermiche verticali, interrate a elevate profondità
2) sonde o collettori orizzontali: posizionate a 1-2 metri di profondità - Una pompa di calore, posta all’interno dell’edificio: gli impianti geotermici sono particolarmente adatti in abbinamento con terminali di distribuzione che funzionano a basse temperature (30 – 50°C), come i pannelli radianti o i ventilconvettori; i radiatori tradizionali possono essere utilizzati, ma risultano completamente inadatti quando l’impianto funziona per il raffrescamento
- Un serbatoio d’accumulo, indispensabile per immagazzinare acqua calda da distribuire quando occorre sia per il riscaldamento che per usi sanitari; nei sistemi più evoluti è integrato con sistemi di gestione smart e con eventuali impianti fotovoltaici per massimizzare l’autoconsumo.
E passiamo adesso a individuare:
| vantaggi | svantaggi |
|---|---|
È un’energia sempre presente e sfruttabile, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche | Necessita di una preventiva indagine geologica condotta con notevole precisione |
Ha minori costi di esercizio, con risparmi che possono superare il 60% rispetto ai sistemi a gas | Il massimo rendimento si ottiene in edifici ben coibentati, in linea con i requisiti delle case NZEB e delle nuove direttive europee EPBD |
Oltre a riscaldamento e raffrescamento, permette anche di produrre acqua calda sanitaria, riducendo così i tempi di ammortamento delle spese iniziali | Si tratta di una forma di energia inutilizzabile in presenza di eventuali vincoli idrogeologici o di acqua di falda |
Garantisce una durata notevole, fino a 20-25 anni per la pompa di calore e oltre 50 anni per le sonde | Richiede costi notevoli nelle fasi iniziali, ad esempio quelle della perforazione (anche se a onor del vero nel 2005 l’energia geotermica costava fra i 50 e i 150 euro per MWh e nel 2020 è sceso a 40-80) |
Determina un aumento della classe energetica dell’immobile e del suo valore sul mercato | Dalle centrali può fuoriuscire il tipico odore sgradevole di uova marce delle zone termali (tuttavia il problema è risolvibile mediante l’installazione di particolari impianti di abbattimento) |
È possibile riciclare gli scarti, con un incremento del risparmio | L’impatto esteriore delle centrali può recare qualche problema paesaggistico, presentandosi tipicamente come un groviglio di tubature (problema risolvibile unendo l’approccio funzionale ad un’architettura rispettosa del paesaggio e dell’estetica) |
Riduce le emissioni inquinanti | |
Ha un’efficienza elevata (COP anche superiore a 4) | |
Praticamente non necessita di manutenzione | |
La pompa di calore non emette rumore e può essere installata in un ambiente chiuso e isolato acusticamente (quindi in un qualsiasi locale dell’edificio) | |
Non vi è combustione né fiamma libera e quindi nessun pericoloso serbatoio contenente GPL o gasolio o altri liquidi infiammabili |
Dunque, sintetizzando, l’energia geotermica si può sfruttare su tutto il territorio italiano; eventuali limiti all’installazione potrebbero invece dipendere da una carenza di conoscenza sulla geotermia da parte degli utenti finali, una progettazione talvolta un po’ complessa dell’impianto e il costo inziale.
Inoltre, la pompa geotermica non è adatta alla sostituzione di altri impianti in edifici vecchi e poco efficienti, senza un intervento preliminare di riqualificazione energetica, che purtroppo rappresentano ancora la maggioranza del parco immobiliare italiano.
Si vanificherebbero efficienza e vantaggi installandola in un edificio non isolato riscaldato da sistemi funzionanti ad elevate temperature, come i termosifoni.
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Incentivi 2026 impianti geotermici
Come detto pocanzi, il costo dell’impianto è uno degli svantaggi maggiori, trattandosi di una soluzione più costosa sia degli altri modelli di PdC che di altri impiantisti.
Il costo dipende da differenti fattori, ed è dato dalla somma di:
- costo della pompa di calore
- installazione delle sonde
- posa dei pannelli radianti
- eventuali costi di autorizzazioni per le perforazioni e per la posa delle sonde.
Mediamente le cifre per un impianto domestico completo possono oscillare tra i 18.000 e i 30.000 euro, in funzione della superficie, della potenza e della complessità del sito.
Comunque, trattandosi di un’energia rinnovabile e coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione, sono attive diverse agevolazioni nel 2026:
- Ecobonus: detrazione fino al 65% per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore geotermiche ad alta efficienza
- Conto Termico 3.0
- Bonus Ristrutturazioni: detrazione al 50% in caso di interventi edilizi collegati
- Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): possibilità di integrare l’impianto con fotovoltaico e condividere energia incentivata.
Attenzione: il Superbonus 110% non è più attivo nelle modalità originarie, ma restano detrazioni strutturali e strumenti alternativi.
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Impianto geotermico con pannelli solari

Quando un impianto geotermico si associa col solare fotovoltaico, l’efficienza energetica diventa completa, permettendo di alimentare la pompa di calore con energia autoprodotta e ridurre ulteriormente i costi in bolletta.
Ancora possibile, sebbene oggi meno diffusa rispetto all’abbinamento fotovoltaico + pompa di calore, è la soluzione che sfrutta i pannelli solari termici con sistemi a svuotamento (drain-back).
Questi evitano il rischio di stagnazione quando non vi è prelievo termico dall’impianto, riducendo le sollecitazioni sui componenti e aumentando l’affidabilità nel tempo.
Negli impianti a svuotamento non è necessario l’utilizzo continuo di fluidi antigelo nel circuito primario, poiché in caso di inattività il fluido viene fatto rientrare nel serbatoio tecnico.
Dunque, in caso di inattività, il circuito solare viene svuotato con i seguenti vantaggi:
- utilizzo di acqua non glicolata nel circuito attivo, con minore viscosità e minore stress sui componenti
- riduzione delle criticità legate al surriscaldamento estivo.
Resta comunque necessaria una corretta progettazione e l’installazione di adeguati dispositivi di sicurezza, come previsto dalla normativa tecnica vigente.
Attenzione alla posa delle tubature, che devono presentare una pendenza continua verso il serbatoio per garantire il completo svuotamento del circuito; qualora ciò non fosse tecnicamente possibile, resta valida l’alternativa di un sistema solare a pressione con fluidi termovettori stabilizzati di nuova generazione.
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Impianto fotovoltaico o impianto geotermico?
Cerchiamo di rispondere a questa domanda:
| scegliere un impianto solare se: | scegliere un impianto geotermico se: |
|---|---|
è possibile concentrare la maggior parte dei consumi nelle ore di sole, per massimizzare l’autoconsumo, o installare un sistema di accumulo | si vive in alta montagna, dove l’apporto di ossigeno è minore e la resa termica dei combustibili cala drasticamente |
i consumi annuali sono superiori ai 2.500/3.000 kWh e se l’intenzione è quella di rimanere nell’edificio dove si intende installarlo per diversi anni, per ammortizzare l’investimento | si sta costruendo un edificio ex novo, oppure si sta procedendo ad una riqualificazione totale di una vecchia costruzione a partire dall’efficientamento energetico (ivi compreso l’isolamento) |
ssi vuole un investimento iniziale più contenuto (6.000–10.000 € per 3–6 kW, variabile in base ad accumulo e qualità dei moduli) Articolo di approfondimento: Prezzi impianto fotovoltaico | si possono investire inizialmente almeno 18mila euro |
si ha a disposizione un terreno che non presenta impossibilità/limiti geofisici e se, qualora vicini ad acqua di fonte, non sussistano impedimenti normativi |
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I numeri del fotovoltaico
In effetti nel nostro Paese la crescita più significativa nel campo delle rinnovabili ha riguardato il fotovoltaico.
Secondo i dati più recenti, nel 2025 in Italia sono stati installati circa 6,4 GW di nuova potenza fotovoltaica, portando la capacità totale a circa 43,5 GW distribuiti in oltre 2 milioni di impianti su tutto il territorio nazionale.
La crescita è stata trainata soprattutto dall’autoconsumo residenziale e commerciale, dai sistemi di accumulo domestici e dallo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili.
In Europa la Germania resta uno dei paesi leader per potenza complessiva installata, con circa 90 GW di capacità fotovoltaica e una quota crescente di produzione elettrica proveniente da solare ed eolico.
A livello globale, invece, il primato spetta alla Cina, che ha ormai superato 1.000 GW di capacità fotovoltaica installata, pari a quasi la metà della potenza solare mondiale.
Per ovvie ragioni non potremo mai eguagliare i cinesi, ma potremmo cercare di avvicinarci ancor di più ai tedeschi!
E allora, se anche tu vuoi figurare fra i big, contattaci per un preventivo gratuito…
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Redazione
Questo blog è gestito da Michele Sorrentino, un appassionato del settore energetico rinnovabile che ha dedicato più di un decennio della sua vita professionale a divulgare l’importanza e il potenziale delle energie rinnovabili.

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