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Dimensionamento dell’accumulo fotovoltaico

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Agosto 23, 2024 by Redazione

Guida al dimensionamento dell’accumulo fotovoltaico: massimizzare l’efficienza (batterie)

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Ultimo aggiornamento 18/02/2026

dimensionamento dell'accumulo fotovoltaico | immagine principale articolo

Punti chiave

  • Qui parliamo di dimensionamento dell’accumulo (kWh batterie), non di pannelli: l’obiettivo è aumentare autoconsumo e continuità energetica.
  • La taglia “giusta” dipende soprattutto da consumi serali/notturni e da quanta energia in eccesso produci di giorno.
  • Attenzione a capacità nominale vs capacità utile (netta): non tutta l’energia della batteria è realmente utilizzabile.
  • Per incentivi e detrazioni aggiornati rimandiamo alle guide dedicate: Incentivi fotovoltaico e Detrazioni impianto fotovoltaico.
Prima i pannelli, poi le batterie:
per calcolare kWp, pannelli e metri quadri (dimensionamento impianto) leggi la guida:
Dimensionamento impianto fotovoltaico

Parliamo di dimensionamento dell’accumulo fotovoltaico, cioè del sistema di batterie.

Infatti vi è anche un dimensionamento delle batterie che bisogna considerare.

Chi decide di installare un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo – facendo una scelta estremamente utile e vantaggiosa – non può ignorare un aspetto come quello del dimensionamento dell’accumulo che incide direttamente sulla produttività e la resa di tutto l’impianto.

Il sistema di accumulo, infatti, è l’insieme delle batterie ricaricabili all’interno delle quali raccogliere e conservare l’energia elettrica prodotta con i pannelli solari.

In questo modo si ha la possibilità di usufruire di questa energia anche quando non vi è un irraggiamento sufficiente a coprire il fabbisogno energetico.

Quando piove, è nuvoloso, così come di notte, non si può produrre energia per assenza del sole, ma si può utilizzare quella prodotta e non consumata durante le ore diurne e accumulata nelle batterie.

Le batterie, quindi, devono essere coerenti con la capacità produttiva dei pannelli fotovoltaici per evitare sia di essere poco capienti (sprecando energia) che di essere sovradimensionate e incidere negativamente sul costo (e quindi la convenienza) dell’investimento sostenuto.

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Mini-infografica: dimensionare l’accumulo in 6 step

  1. Recupera i consumi serali/notturni (fasce F2+F3) e quelli annui.
  2. Valuta quanta energia immetti in rete (quella è “potenziale” per l’accumulo).
  3. Stima i kWh utili necessari (non la capacità nominale).
  4. Considera profondità di scarica, efficienza e riserva: la capacità nominale sarà più alta.
  5. Controlla la potenza della batteria (kW) rispetto ai tuoi picchi di carico.
  6. Pensa alla scalabilità (espansione futura: EV, pompa di calore, climatizzazione).

 

 

  • Indice articolo
  • Capire il Concetto di Accumulo nel Fotovoltaico
  • Tipi di Batterie per Accumulo Fotovoltaico
  • Come Calcolare l’Accumulo Necessario
  • Dimensionamento Batterie: Fattori da Considerare
  • Calcolo Capacità Batterie: Formula e Esempi
  • Aspetti Normativi e Incentivi per l’Accumulo
  • FAQ: Domande Comuni sul Dimensionamento dell’Accumulo Fotovoltaico
 

Capire il Concetto di Accumulo nel Fotovoltaico

Quando si parla di accumulo nel fotovoltaico si fa riferimento all’insieme delle batterie e delle tecnologie atte a consentire di immagazzinare l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari.

Non si tratta meramente di “luoghi di raccolta” dell’energia ma anche dell’insieme delle tecnologie mediante le quali attingere a tali riserve.

Riprendendo quanto riportato nelle Regole tecniche del GSE inerenti l’attuazione delle disposizioni relative all’integrazione di sistemi di accumulo di energia elettrica nel sistema elettrico nazionale si definiscono come sistemi di accumulo: “un insieme di dispositivi, apparecchiature e logiche di gestione e controllo, funzionale ad assorbire e rilasciare energia elettrica, previsto per funzionare in maniera continuativa in parallelo con la rete con obbligo di connessione di terzi o in grado di comportare un’alterazione dei profili di scambio con la rete elettrica (immissione e/o prelievo)“.

Il principio di funzionamento di queste batterie ricaricabili è quello di carica e scarica.

Si caricano durante le ore di luce solare, quando l’impianto è nella massima produzione, mentre si scaricano quando la produzione dei pannelli non è più in grado di coprire il fabbisogno energetico dell’edificio e vanno a rilasciare energia per alimentare i vari impianti.

Ricorrere a un sistema di accumulo si rivela una scelta estremamente vantaggiosa e conveniente per diversi motivi.

Innanzitutto si ha la possibilità di massimizzare la formula dell’autoconsumo accedendo a una flessibilità energetica notevole tale da sfruttare al meglio delle proprie esigenze l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici.

Ci sono poi vantaggi di continuità energetica anche in casi di guasti e blackout della rete pubblica con una riduzione significativa delle emissioni inquinanti e un notevole risparmio economico sulle bollette.

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Tipi di Batterie per Accumulo Fotovoltaico

In fase di progettazione di un impianto fotovoltaico è doveroso valutare la scelta del sistema di accumulo analizzando le differenti tipologie di batterie.

La principale distinzione è quella tra batterie al litio e batterie al piombo-acido (esistono anche al gel, AGM, al nichel e stazionarie, ma sono meno comuni).

Le batterie al litio sono quelle che hanno una densità energetica e un’efficienza maggiore così come una longevità superiore rispetto alle altre. È la soluzione preferita per gli impianti fotovoltaici per il livello di prestazioni garantito.

Le batterie al piombo-acido, invece, sono sì più economiche ma durano meno e hanno un peso maggiore, per cui non sempre si rivelano la scelta migliore per un impianto fotovoltaico.

Nota utile (2026): quando confronti le batterie, verifica sempre se il produttore indica la capacità nominale o la capacità utile (netta) e quali sono i limiti di scarica consigliati.
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Come Calcolare l’Accumulo Necessario

Per il dimensionamento dell’accumulo di un impianto fotovoltaico bisogna innanzitutto partire dalla conoscenza di due fattori chiave: la capacità di produzione dell’impianto fotovoltaico e il fabbisogno energetico.

Da questi due elementi (che sono collegati tra loro) dipende poi il calcolo dell’accumulo.

Molto dipende anche se l’impianto fotovoltaico è di nuova costruzione o ne esiste già uno che si vuole integrare con un sistema di accumulo. Nel primo caso le operazioni di calcolo sono più lineari e le valutazioni vengono condotte parallelamente.

In tutti i casi bisogna partire dal fabbisogno energetico.

Questo è indicato come la quantità di energia di cui si ha bisogno per alimentare gli impianti dell’abitazione.

Si tratta di un valore facilmente individuabile nelle bollette, ma che va contestualizzato.

Bisogna infatti fare un calcolo e un ragionamento su intero anno, considerando quindi i periodi di maggior produzione (come l’estate) e quelli di minor produzione (come l’inverno) nei quali l’utilizzo del sistema di accumulo potrebbe essere maggiore.

Senza dimenticare come il fabbisogno energetico debba essere contestualizzato anche al singolo caso specifico.

Questo perché due abitazioni possono avere il medesimo fabbisogno energetico, ma in una i suoi abitanti sono tutto il giorno fuori tra scuola e lavoro e utilizzano la corrente elettrica prevalentemente la sera e nei fine settimana, nell’altra tra smart working o persone che trascorrono più ore in casa la necessità di energia elettrica può essere continua e non limitata alle sole ore serali.

Bisogna quindi considerare la potenza dell’impianto e il consumo energetico giornaliero (rilevabile dalle bollette).

Per il calcolo dell’accumulo, espresso in kWh, si può procedere sottraendo la produzione giornaliera dal consumo giornaliero.

In questo modo si otterrà la quantità di energia cui dovranno far fronte le batterie.

Per esempio, se il consumo energetico giornaliero è di 10 kWh e la produzione dell’impianto fotovoltaico è di 7 kWh, la differenza di 3 kWh rappresenta l’energia che le batterie dovranno accumulare per coprire il fabbisogno.

In questo caso, sarebbe necessario un sistema di accumulo con una capacità di almeno 5 kWh per soddisfare la domanda energetica nelle ore in cui l’impianto non produce energia, come durante la notte o nelle giornate nuvolose.

Consiglio pratico: quando fai i conti, ragiona in termini di capacità utile (netta). La capacità nominale può essere più alta perché una parte viene “tenuta” come riserva e perché non sempre si utilizza il 100% della batteria.
Indicazione rapida (domestico)Cosa significaTaglia accumulo (kWh utili) – indicativa
Consumi serali bassiPoca energia dopo il tramonto (casa spesso vuota)~3–5 kWh
Consumi serali mediUso serale regolare (cucina, TV, lavatrici fuori F1)~5–8 kWh
Consumi serali altiMolti carichi serali/notturni o smart working~8–12 kWh
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Dimensionamento Batterie: Fattori da Considerare

Dimensionamento Batterie: Fattori da Considerare

Nel determinare il dimensionamento delle batterie di un sistema di accumulo bisogna tenere presenti diversi elementi.

Oltre a quanto appena detto in termini di fabbisogno energetico e tipologia di consumi è doveroso concentrarsi su:

  • capacità di stoccaggio
  • condizioni ambientali
  • profondità di scarica
  • tecnologia della batteria (ciclo di vita, potenza nominale, eccetera)

Il primo elemento chiave è, ovviamente, la capacità di stoccaggio.

È evidente come le batterie debbano avere una capienza sufficiente, come fossero un serbatoio del carburante di un’automobile, tale da immagazzinare l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici.

Mediamente per un impianto domestico la capacità di stoccaggio necessaria è tra 3 kWh e 10 kWh.

Un altro aspetto è legato alle condizioni ambientali.

Le temperature (sia quelle estremamente alte che quelle basse) possono influenzare le prestazioni delle batterie.

È un elemento da considerare durante la scelta delle batterie e la progettazione dell’impianto in modo da mettere le batterie nelle migliori possibilità di lavoro.

La profondità di scarica indica quanto una batteria è vuota.

È il valore opposto dello stato di carica ma è utile valutarlo perché indica, in base alla tecnologia delle batterie, la loro capacità in quanto queste batterie possono essere scaricate solo parzialmente e ogni volta che si scaricano si incide sul loro ciclo di vita.

Mediamente la profondità di scarica delle batterie al piombo è di circa il 50%, mentre per molte batterie al litio si lavora spesso su valori più alti (dipende dal modello e dalla logica di gestione).

Per quel che riguarda la tecnologia delle batterie oltre a quanto detto sulle differenze tra le batterie al litio e quelle al piombo-acido è doveroso valutare anche il ciclo di vita (che può arrivare anche a molti anni) e la potenza nominale.

Questo è un parametro importante in quanto indica la capacità della batteria di erogare energia in un determinato periodo di tempo. Si esprime o in kilowatt (kW) o in kilowattora (kWh).

Attenzione: kWh (capacità) e kW (potenza) sono cose diverse. Una batteria può avere tanti kWh ma poca potenza, o viceversa: valuta entrambi in base ai tuoi picchi di carico.

La qualità delle batterie deve inoltre avere prestazioni elevate tali da garantire di gestire correttamente i picchi di carico e le varie necessità tecniche per la conservazione e l’erogazione dell’energia elettrica.

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Calcolo Capacità Batterie: Formula e Esempi

Per calcolare la capacità delle batterie esistono diverse formule che rispondono a differenti situazioni.

La prima formula è quella adatta per chi ha un impianto fotovoltaico off-grid o chi non ha ancora un impianto.

Per procedere al calcolo bisogna considerare gli elettrodomestici che durante la giornata vengono utilizzati di più e per più tempo (soprattutto nelle ore serali).

Con questi dati è sufficiente moltiplicare il consumo (in watt) di ciascuno di loro per le ore di utilizzo e ottenere un valore utile per trovare batterie con un’adeguata capacità.

Se una lavatrice consuma 250 watt per 2 ore al giorno si ha un consumo giornaliero di 0,5 kWh.

Sommandolo a quello degli altri elettrodomestici si ha un’indicazione sulla batteria che deve avere una capacità uguale o superiore a quella della somma dei consumi di tutti gli impianti.

La seconda formula è indicata, invece, per chi ha già un impianto fotovoltaico collegato alla rete elettrica.

In questo caso è necessario confrontarsi con le bollette energetiche visualizzando i consumi suddivisi per tre diverse fasce (F1 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19, F2 dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 dal lunedì al venerdì e dalle 7 alle 23 il sabato e F3 dalle 23 alle 7 dal lunedì al sabato e tutto il giorno per la domenica e i festivi).

Per l’analisi del dimensionamento dell’accumulo del fotovoltaico è necessario analizzare il dato delle fasce F2 e F3 (quelle che indicano i consumi serali) andando a sommare i due valori.

Questo valore va poi confrontato con la quantità di energia (kWh) immessa in rete.

Se questa quantità di energia è superiore dell’80% del valore derivato dalla somma tra F2 e F3 la capacità della batteria si ottiene con questa formula [(F2+F3) x 0,8]:365.

Se la quantità è tra il 50% e l’80% la formula è quantità energia:365.

Se invece la quantità di energia è inferiore al 50% è forse il caso di non procedere con l’acquisto di un sistema di accumulo ma di aumentare innanzitutto la potenza dell’impianto fotovoltaico.

Nota: le formule sopra restituiscono una stima della capacità in kWh netti. In fase di scelta prodotto, verifica sempre la differenza tra kWh “nominali” e kWh “utili”.
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Aspetti Normativi e Incentivi per l’Accumulo

La normativa cui fare riferimento per l’installazione di sistemi di accumulo per un impianto fotovoltaico è raccolta nelle:
– Deliberazioni 574/2014/R/eel
– 642/2014/R/eel
– 360/2015/R/eel e
– 786/2016/R/eel dell’ARERA.

Per quel che riguarda le regole tecniche per la connessione alle reti dei sistemi di accumulo bisogna fare riferimento alle norme CEI 0-16 e CEI 0-21 pubblicate dal Comitato Elettrotecnico Italiano.

Come indicato nell’apposita sezione del sito del GSE i sistemi di accumulo possono essere installati, tra gli altri, sugli impianti fotovoltaici incentivati prevedendo l’invio della comunicazione di avvenuta installazione (come dichiarazione sostitutiva di atto notorio) entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio del sistema di accumulo.

La normativa vigente prevede tre diverse configurazioni possibili per l’installazione del sistema di accumulo:
monodirezionale lato produzione (configurazione 1),
bidirezionale lato produzione (configurazione 2) e
bidirezionale post-produzione (configurazione 3).

Nelle prime due configurazioni il sistema di accumulo viene inserito tra l’impianto fotovoltaico e l’inverter, mentre nella configurazione 3 dopo l’inverter.

Il sistema di accumulo è detto monodirezionale quando le batterie vengono caricate solo dall’impianto fotovoltaico e bidirezionale quando interviene anche la rete elettrica.

Incentivi e detrazioni (aggiornati): leggi le guide dedicate

  • Incentivi fotovoltaico
  • Impianto fotovoltaico detrazione

Nota: le agevolazioni cambiano nel tempo e dipendono dal tipo di intervento e dai requisiti: per questo le abbiamo raccolte e aggiornate nelle guide specifiche.

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FAQ: Domande Comuni sul Dimensionamento dell’Accumulo Fotovoltaico

Come calcolare l’accumulo per il fotovoltaico?

Per il calcolo del sistema di accumulo adeguato alle proprie esigenze bisogna considerare il fabbisogno energetico e la capacità produttiva dell’impianto. Quindi, sulla base del tipo di utilizzo, calcolare quanto devono essere capienti le batterie del sistema di accumulo.

Che tipo di batteria si usa per fotovoltaico?

Generalmente si usano quelle al litio che assicurano le migliori prestazioni e una maggiore durata, ma ne esistono anche al piombo-acido, al gel, AGM, al nichel e stazionarie.

Come dimensionare un pacco batterie per un impianto fotovoltaico?

Bisogna considerare il quantitativo di energia di cui si ha bisogno, quanta ne producono i pannelli fotovoltaici e qual è il tipo di utilizzo. Quindi, moltiplicando i consumi giornalieri degli elettrodomestici si ha una stima di quanta energia si ha bisogno e, quindi, di quanta capienza devono avere le batterie per immagazzinarla.

Quali sono i criteri principali per scegliere una batteria di accumulo per il fotovoltaico?

Oltre al fabbisogno energetico e alla potenza dell’impianto fotovoltaico è necessario stimare il consumo giornaliero, le caratteristiche delle batterie (capacità di stoccaggio, profondità di scarica, ciclo di vita, potenza nominale) e le condizioni ambientali di lavoro.

Quanti kWh deve essere una batteria per un impianto fotovoltaico di dimensioni medie?

Per un impianto domestico le batterie del sistema di accumulo devono essere tra 3 kWh e 10 kWh.

La scelta di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo ben dimensionato è uno dei modi migliori per ottimizzarne l’efficienza. Con le batterie nelle quali immagazzinare l’energia prodotta, infatti, si riesce a perseguire quell’indipendenza energetica fondamentale sia in termini di risparmio sui costi delle bollette che di riduzione delle emissioni inquinanti.

Per un corretto dimensionamento del sistema di accumulo esistono anche numerosi software che consentono di effettuare analisi e valutazioni più approfondite. Ciò che resta indispensabile è il consulto con un professionista del settore che possa analizzare la situazione specifica, spiegare nel dettaglio i vari aspetti e comprendere le soluzioni migliori da adottare.

Link utile (complementare):
se devi prima dimensionare i pannelli (kWp, numero pannelli, m²) leggi:
Dimensionamento impianto fotovoltaico
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